Forse, oltre a chiedersi come mai a Berlusconi piacciono le ex ragazze di Gino, la sinistra dovrebbe cominciare a chiedersi perché a Gino non piace più lei. Un indizio viene da un altro passo della lettera, dove Gino omaggia Berlusconi come Uomo del Popolo. Ora, se il popolo considera Uomo del Popolo un miliardario che vive fra villoni e guardie del corpo, significa che la parte politica che un tempo si richiamava al popolo ha smesso di fare il suo mestiere: parlare a Gino in modo diverso, ma di cose che interessino a Gino, anche se le cose che interessano a Gino ai leader di sinistra spesso fanno senso. In fondo è il segreto di Obama, uno per cui Gino avrebbe votato volentieri.
Perché vedete: mi fanno così spettacolarmente schifo, questi parassiti intestinali della maldicenza, queste iene gossipare che da giovani volevano fare i giornalisti, da aver ricomposto in tre secondi quell’involuto dualismo bipolare, genere o di qua o di là, che sorseggiando un tè coi biscotti ci raccontavano che dovessimo assolutamente superare. Ma che volete superare. Non sono le guerre a dividerci, non è la politica a condannarci a questo bipolarismo idiota: sono i casi Noemi ad avere la capacità quasi violenta di ritrasformare l’avversario in un nemico. C’è solo da schierarsi, davvero. Io sto di qua, amici del gruppo Espresso. E voi mi fate schifo.
In un’altra foto, Berlusconi è accanto a una splendida ragazza bionda. Poco dietro, si stagliano altre due bellezze da togliere il fiato. Una, in particolare, indossa un miniabito nero.
«Mai visto niente di simile, a Villa Certosa».
Mai?
«Io, mai».
Le foto, signor ministro, sono scattate nel patio di una delle residenze di solito riservate a voi ospiti.
«Guardi, l’unica situazione piccante alla quale mi è capitato di prendere parte, è una cena a lume di candela, in una notte tempestosa, con Fabrizio Cicchitto».
Eravate soli?
«Soli».